{"id":631,"date":"2025-04-02T10:12:40","date_gmt":"2025-04-02T10:12:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archeologiadelpresente.it\/home\/?p=631"},"modified":"2025-04-18T17:29:11","modified_gmt":"2025-04-18T17:29:11","slug":"per-una-storia-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archeologiadelpresente.it\/home\/2025\/04\/02\/per-una-storia-della-verita\/","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"631\" class=\"elementor elementor-631\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-49326af e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"49326af\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8eebc57 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"8eebc57\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Per una storia della verit\u00e0<br><\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3102cf4a e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"3102cf4a\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b40e602 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"b40e602\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h5 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">paolo vernaglione berardi<\/h5>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7985bfdb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7985bfdb\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<span style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; text-align: var(--text-align); font-size: 1rem;\">Michel Foucault nella prima lezione dell\u2019ultimo corso al Coll\u00e8ge de France,\u00a0<\/span><em style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; text-align: var(--text-align); font-size: 1rem;\">Il coraggio della verit\u00e0<\/em><span style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; text-align: var(--text-align); font-size: 1rem;\">, riprende la nozione di\u00a0<\/span><em style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; text-align: var(--text-align); font-size: 1rem;\">parresia<\/em><span style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; text-align: var(--text-align); font-size: 1rem;\">\u00a0e definisce diversi modi del dir vero. le strutture caratteristiche dei differenti discorsi che vengono accetatati come veri si riferiscono a campi del sapere e a pratiche di verit\u00e0 che costituiscono eventi storico-politici.<\/span><\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Diversi modi di produrre il discorso vero delimitano lo spazio in cui si producono i rapporti tra soggetto e verit\u00e0 e attraverso l&#8217;insieme delle relazioni di verit\u00e0 il soggetto riconosce s\u00e8 stesso ed \u00e8 riconosciuto come colui che dive la verit\u00e0. \u00abIl soggetto che dive la verit\u00e0 si manifesta\u00bb. La circoscrizione di questo insieme di relazioni alla verit\u00e0 si pu\u00f2 chiamare <em>aleturgia<\/em>. Le forme aleturgiche riferiscono i modi in cui un soggetto manifesta a s\u00e8 e agli altri la verit\u00e0 del proprio discorso e le aleturgie sono anche i modi in cui il soggetto si lega alla verit\u00e0. Il doppio vincolo alla verit\u00e0 del discorso e del soggetto nel manifestarsi genera il riconoscimento del soggetto come colui che dice il vero.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Attraverso l&#8217;analisi delle pratiche di verit\u00e0 emergono le differenze tra diverse forme di sapere che costituiscono gli a priori storici della cultura occidentale.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Dall&#8217;archeologia del soggetto che parla, che lavora e che vive alla costruzione del folle e del criminale, alla genealogia delle pratiche del s\u00e8 nell&#8217;antichit\u00e0 e nel cristianesimo (confessione, esame di coscienza, direzione spirituale) e alla praduzione del discorso di sessualit\u00e0, la ricerca dei rapporti tra soggetto e verit\u00e0 fa emergere un indice storico che configura la prassi in occidente: l&#8217;ingiunzione a dire il vero su se stessi. L&#8217;obbligo di verit\u00e0 che dall&#8217;antichit\u00e0 greco-romana giunge alla nostra contemporaneit\u00e0 percorre la storia del soggetto determinandone i rapporti al mondo, a s\u00e8 e all&#8217;altro.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Per costituire \u201cs\u00e8\u201d il rapporto alla verit\u00e0 \u00e8 la condizione necessaria della verit\u00e0 del soggetto e questa verit\u00e0 non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;altro. \u00ab&#8230;questo altro&#8230; mi \u00e8 necessario affinch\u00e8 io possa dire il vero su me stesso\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>L&#8217;antica\u00a0<em>epimeliea eautou<\/em>, la cura di s\u00e8, diviene una pratica di vita se c&#8217;\u00e8 un&#8217;altro, un maestro, un&#8217;amico, un pedagogo, un&#8217;amante; d&#8217;altra parte qualsiasi attivit\u00e0 e soprattutto la politica deve prevedere una cura di s\u00e8, un continuo esercizio di\u00a0<em>parresia\u00a0<\/em>(dir vero, parlare franco, dire tutto) in cui il soggetto riconosca se stesso e sia riconosciuto dagli altri come soggetto di verit\u00e0. Le diverse forme di\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0dunque configurano campi di sapere diversi in cui si articolano rapporti di potere e forme di soggettivit\u00e0 diverse. La prima forma di\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0ad apparire \u00e8 la\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0politica che \u00e8 inscritta nella questione della democrazia e che subir\u00e0 uno spostamento verso la sfera dell&#8217;etica personale.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Questa trasformazione che Foucault indaga nei corsi dal 1980 al 1984, inaugura il campo di ricerca delle tecnolgie di governo di s\u00e8 e degli altri. Il governo \u00e8 l&#8217;indice di rapporti di sapere-potere che regolano la governamentalit\u00e0, cio\u00e8 la gestione amministrativa, burocratica delle popolazioni. Il governo e non un&#8217;astratta costituzione politica organizza e produce la soggettivit\u00e0. Gli effetti di governo condensano i rapporti tra verit\u00e0, poteri e soggetti.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>A differenza della\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0politica, la retorica parresiastica pu\u00f2 essere praticata sia in funzione negativa che positiva. Dire tutto, dire totalmente pu\u00f2 anche scadere nel dire tutto ci\u00f2 che passa per la mente. Chiunque in democrazia pu\u00f2 dire qualsiasi cosa, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile alla causa che si difende.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Il parresiasta diventa un chiacchierone impenitente\u00bb. La cattiva democrazia di cui parla Platone nella repubblica \u00e8 il regime in cui \u00abognuno pu\u00f2 dire tutto\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>In senso positivo la\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0\u00e8 la pratica del dire tutto senza nascondere niente; dire la verit\u00e0 senza mascherarla in nessun modo. Ma tutto questo prosegue Foucault non basta. Il vero parresiasta \u00e8 colui che esprime completamente e a voce alta la propria opinione e che nel far questo accetti il rischio che la verit\u00e0 comporta. Il coraggio della verit\u00e0 consiste in questa assunzione, in quest&#8217;obbligo, in questo rischio. Il rischio del dire il vero consiste negli effetti della verit\u00e0 sugli altri. Chi dice la verit\u00e0 apre, introduce e affonta il rischio di ferire l&#8217;altro, \u00abprovocare certi suoi comportamenti che possono spingersi fino alla violenza pi\u00f9 estrema\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Dire la verit\u00e0 pu\u00f2 rompere le amicizie, delegittimare i poteri, smontare la retorica delle istituzioni, liberare le forme di sapere dai rapporti di subordinazione. Socrate muore; Platone a Siracusa rischia la vita; Aristotele nell&#8217;<em>Etica a Nicomaco\u00a0<\/em>chiama la\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0grandezza d&#8217;animo.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Mentre il filosofo che dice il vero rischia s\u00e8 stesso e la relazione agli altri, il retore \u00e8 un mentitore efficace che \u00abpunta ad istaurare un vincolo costrittivo di potere tra ci\u00f2 che viene detto e colui al quale ci si rivolge\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>A differenza della retorica, che \u00e8 un mestiere con delle tecniche che si apprendono, la\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0nella forma originaria \u00e8 un comportamento, un&#8217;attitudine, un modo di essere.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p><em>Parresia<\/em> politica e\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0retorica dunque.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0politica si distingue anche da un&#8217;altra forma del dir vero che \u00e8 quella profetica. Il profeta non parla per se stesso; \u00e8 un mediatore; dice la parola di Dio. \u00abRivolge agli uomini una verit\u00e0 che viene da un altro luogo\u00bb. Il profeta poi \u00e8 colui che rivela ci\u00f2 che ancora non accade; \u00e8 colui che si colloca tra il presente e il futuro. ma la sua rivelazione \u00e8 oscura, \u00e8 in enigmi. Il profeta non rivela una verit\u00e0 nella trasparenza ma l&#8217;avvolge nelle possibilit\u00e0 incerte dell&#8217;interpretazione.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La differenza tra parresia e profezia consistono dunque nel modo in cui si proferisce la verit\u00e0 e nel modo in cui ci si vincola alla verit\u00e0. Il parresiasta parla a proprio nome mentre il profeta a nome di Dio e \u00abarticola una voce che non \u00e8 la sua; il profeta ha uno sguardo sull&#8217;avvenire e coglie dell&#8217;avvenire ci\u00f2 che gli umani non possono vedere, metre il parresiasta rivela agli uomini ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8, \u00abli aiuta nella cecit\u00e0 su loro stessi; su errori, vizi, vilt\u00e0, distrazioni. Il profeta parla per enigmi mentre il parresiasta dice il vero nella ruvida espressione diretta della verit\u00e0.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi ancora un&#8217;altra modalit\u00e0 di parresia che \u00e8 la saggezza. Il saggio, esemplato dalla figura di Eraclito rqaccontata da Diogene Laerzio, \u00e8 colui che \u00e8 presente in ci\u00f2 che dice, la sua saggezza \u00e8 il suo dir vero. Non \u00e8 un portavoce come il profeta, ma, come il parresiasta, \u00e8 saggio per s\u00e8 stesso, dice la sua propria verit\u00e0. Il saggio \u00e8 saggio in sestesso e non ha bisogno di parlare. preferisce ed esercita la saggezza in silenzio e quando parla le sue parole sono enigmatiche. Il saggio \u00e8 appartato e vive isolato, fuori dalla citt\u00e0, fuori dal mondo che lo rifiuta proprio in quanto saggio. Eraclito vive appartato, rimane in silenzio e il suo poema \u00e8 oscuro, la sua comprensione essendo riservata a pochi.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Le differenze tra sapienza e parresia risaltano in questo atteggiamento: il saggio mantiene il silenzio, il parresiasta cerca il confronto, interpella, \u00e8 obbligato a parlare. Il saggio vive isolato mentre il parresiasta percorre la citt\u00e0 e ne rivela i poteri; il saggio parla per enigmi come il profeta mentre il parresiasta dice chiaramente ci\u00f2 che \u00e8; il saggio esercita la sua saggezza intorno all&#8217;essere in generale mentre il parresiasta dice ci\u00f2 che \u00e8 nella contingenza e nella singolarit\u00e0 degli individui. \u00abAl suo interlocutore il parresiasta non rivela il suo essere. Gli svela o lo aiuta a riconoscere quello che egli \u00e8 realmente\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi una terza modalit\u00e0 di parresia che \u00e8 quella del tecnico, dell&#8217;insegnante che \u00e8 una declinazione del profeta e del saggio. Il tecnico e l&#8217;insegnante sono in rapporto con il parresiasta. I personaggi di Platone sono il medico, il musicista, il calzolaio, il falegname, il maestro d&#8217;armi, il ginnasiarca e possiedono una techn\u00e9, un saper fare, una conoscenza pratica, una\u00a0<em>askesis<\/em>\u00a0e una\u00a0<em>melet\u00e9<\/em>.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Il tecnico come il professore \u00e8 depositario di un sapere pratico che gli proviene da un ammaestramento che altri tecnici prima di lui gli hanno impartito. Si tratta di un sapere tradizionale che il tecnico e l&#8217;insegnante sono tenuti a trasmettere per un certo dovere di parola. Ma l&#8217;insegnante e il tecnico non corrono alcun rischio a differenza del parresiasta. per insegnare \u00abnessuno ha bisogno di essere coraggioso\u00bb. La verit\u00e0 della trasmissione di una tecnica e di un sapere genera una relazione di fiducia e di amicizia, per esempio tra maestro e allievo; il dir vero del tecnico-insegnante \u00abinstaura una filiazione\u00bb, al contrario la verit\u00e0 del parresiasta produce delle rotture dei legami e delle amicizie e mette a rischio la vita di colui che dice la verit\u00e0. L&#8217;insegnamento \u00abassicura la sopravvivenza del sapere, mentre chi pratica la parresia corre il rischio di morire\u00bb.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>La verit\u00e0 del parresiasta provoca ostilit\u00e0, guerra, odio e morte. Dunque il parresiasta non \u00e8 il profeta, non \u00e8 il saggio, non \u00e8 il tecnico insegnante. Non dice n\u00e8 il destino, n\u00e8 l&#8217;essere, n\u00e8 la techn\u00e9. Egli \u00abmette in gioco il discorso vero di ci\u00f2 che i greci chiamavano l&#8217;<em>ethos<\/em>. L&#8217;<em>ethos<\/em>\u00a0ha la sua forma di veridizione nel parresiasta. Profezia, saggezza, insegnamento, parresia: quattro modi di veridizione che si riferiscono ad ambiti differenti: destino, essere, techn\u00e9, ethos. Modi di veridizione e non personaggi con ruoli istituzionali, ricorda Foucault, anche se in alcuni periodi derll&#8217;antichit\u00e0 hanno assunto precisi ruoli sociali.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Le quattro forme di veridizione si trovano mischiate e contaminate in personaggi diversi. Socrate \u00e8 parresiasta, profeta del dio di Delfi, ma \u00e8 anche saggio.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Nel corso di una storia della verit\u00e0 che nell&#8217;antichit\u00e0 raggiunge il punto pi\u00f9 alto con i cinici, con la vita vera dei cinici che \u00e8 la vita di verit\u00e0, la vita altra, la vita randagia, la vita povera, la vita che strappa il velo alla citt\u00e0 e alla politica della citt\u00e0; nel corso di questa storia ancora da fare, modi differenti di veridizione producono differenti regimi di verit\u00e0 le cui forme si intrecciano in una misura specifica. Foucault ne indica in sintesi il decorso mostrandone il rilievo. Nell&#8217;antichit\u00e0 greco-romana saggezza e modalit\u00e0 parresiastica si avvicinano; nel cristianesimo medievale si accostano profezia e parresia. \u00abE nell&#8217;epoca moderna, mi direte? Non lo so proprio\u00bb. Si potrebbe forse dire che la vera parresia nella modernit\u00e0 \u00e8 scomparsa e la si ritrova intarsiata insieme alle altre forme di veridizione nei profili della nostra epoca.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Il discorso rivoluzionario assume una certa modalit\u00e0 profetica e parresiastica nella critica del presente e dell&#8217;avvenire; il discorso filosofico intreccia sapienza e dir-vero nella ricerca della finitudine; il discorso scientifico assume la parresia nella critica dei pregiudizi, dei saperi e delle istituzioni dominanti.<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una storia della verit\u00e0 paolo vernaglione berardi \u00a0 \u00a0Michel Foucault nella prima lezione dell\u2019ultimo corso al Coll\u00e8ge de France,\u00a0Il coraggio della verit\u00e0, riprende la nozione di\u00a0parresia\u00a0e definisce diversi modi del dir vero. le strutture caratteristiche dei differenti discorsi che vengono accetatati come veri si riferiscono a campi del sapere e a pratiche di verit\u00e0 che costituiscono eventi storico-politici. Diversi modi di produrre il discorso vero delimitano lo spazio in cui si producono i rapporti tra soggetto e verit\u00e0 e attraverso l&#8217;insieme delle relazioni di verit\u00e0 il soggetto riconosce s\u00e8 stesso ed \u00e8 riconosciuto come colui che dive la verit\u00e0. \u00abIl soggetto che dive la verit\u00e0 si manifesta\u00bb. La circoscrizione di questo insieme di relazioni alla verit\u00e0 si pu\u00f2 chiamare aleturgia. Le forme aleturgiche riferiscono i modi in cui un soggetto manifesta a s\u00e8 e agli altri la verit\u00e0 del proprio discorso e le aleturgie sono anche i modi in cui il soggetto si lega alla verit\u00e0. Il doppio vincolo alla verit\u00e0 del discorso e del soggetto nel manifestarsi genera il riconoscimento del soggetto come colui che dice il vero. Attraverso l&#8217;analisi delle pratiche di verit\u00e0 emergono le differenze tra diverse forme di sapere che costituiscono gli a priori storici della cultura occidentale. Dall&#8217;archeologia del soggetto che parla, che lavora e che vive alla costruzione del folle e del criminale, alla genealogia delle pratiche del s\u00e8 nell&#8217;antichit\u00e0 e nel cristianesimo (confessione, esame di coscienza, direzione spirituale) e alla praduzione del discorso di sessualit\u00e0, la ricerca dei rapporti tra soggetto e verit\u00e0 fa emergere un indice storico che configura la prassi in occidente: l&#8217;ingiunzione a dire il vero su se stessi. L&#8217;obbligo di verit\u00e0 che dall&#8217;antichit\u00e0 greco-romana giunge alla nostra contemporaneit\u00e0 percorre la storia del soggetto determinandone i rapporti al mondo, a s\u00e8 e all&#8217;altro. Per costituire \u201cs\u00e8\u201d il rapporto alla verit\u00e0 \u00e8 la condizione necessaria della verit\u00e0 del soggetto e questa verit\u00e0 non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;altro. \u00ab&#8230;questo altro&#8230; mi \u00e8 necessario affinch\u00e8 io possa dire il vero su me stesso\u00bb. L&#8217;antica\u00a0epimeliea eautou, la cura di s\u00e8, diviene una pratica di vita se c&#8217;\u00e8 un&#8217;altro, un maestro, un&#8217;amico, un pedagogo, un&#8217;amante; d&#8217;altra parte qualsiasi attivit\u00e0 e soprattutto la politica deve prevedere una cura di s\u00e8, un continuo esercizio di\u00a0parresia\u00a0(dir vero, parlare franco, dire tutto) in cui il soggetto riconosca se stesso e sia riconosciuto dagli altri come soggetto di verit\u00e0. Le diverse forme di\u00a0parresia\u00a0dunque configurano campi di sapere diversi in cui si articolano rapporti di potere e forme di soggettivit\u00e0 diverse. La prima forma di\u00a0parresia\u00a0ad apparire \u00e8 la\u00a0parresia\u00a0politica che \u00e8 inscritta nella questione della democrazia e che subir\u00e0 uno spostamento verso la sfera dell&#8217;etica personale. Questa trasformazione che Foucault indaga nei corsi dal 1980 al 1984, inaugura il campo di ricerca delle tecnolgie di governo di s\u00e8 e degli altri. Il governo \u00e8 l&#8217;indice di rapporti di sapere-potere che regolano la governamentalit\u00e0, cio\u00e8 la gestione amministrativa, burocratica delle popolazioni. Il governo e non un&#8217;astratta costituzione politica organizza e produce la soggettivit\u00e0. Gli effetti di governo condensano i rapporti tra verit\u00e0, poteri e soggetti. A differenza della\u00a0parresia\u00a0politica, la retorica parresiastica pu\u00f2 essere praticata sia in funzione negativa che positiva. Dire tutto, dire totalmente pu\u00f2 anche scadere nel dire tutto ci\u00f2 che passa per la mente. Chiunque in democrazia pu\u00f2 dire qualsiasi cosa, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere utile alla causa che si difende. Il parresiasta diventa un chiacchierone impenitente\u00bb. La cattiva democrazia di cui parla Platone nella repubblica \u00e8 il regime in cui \u00abognuno pu\u00f2 dire tutto\u00bb. In senso positivo la\u00a0parresia\u00a0\u00e8 la pratica del dire tutto senza nascondere niente; dire la verit\u00e0 senza mascherarla in nessun modo. Ma tutto questo prosegue Foucault non basta. Il vero parresiasta \u00e8 colui che esprime completamente e a voce alta la propria opinione e che nel far questo accetti il rischio che la verit\u00e0 comporta. Il coraggio della verit\u00e0 consiste in questa assunzione, in quest&#8217;obbligo, in questo rischio. Il rischio del dire il vero consiste negli effetti della verit\u00e0 sugli altri. Chi dice la verit\u00e0 apre, introduce e affonta il rischio di ferire l&#8217;altro, \u00abprovocare certi suoi comportamenti che possono spingersi fino alla violenza pi\u00f9 estrema\u00bb. Dire la verit\u00e0 pu\u00f2 rompere le amicizie, delegittimare i poteri, smontare la retorica delle istituzioni, liberare le forme di sapere dai rapporti di subordinazione. Socrate muore; Platone a Siracusa rischia la vita; Aristotele nell&#8217;Etica a Nicomaco\u00a0chiama la\u00a0parresia\u00a0grandezza d&#8217;animo. Mentre il filosofo che dice il vero rischia s\u00e8 stesso e la relazione agli altri, il retore \u00e8 un mentitore efficace che \u00abpunta ad istaurare un vincolo costrittivo di potere tra ci\u00f2 che viene detto e colui al quale ci si rivolge\u00bb. A differenza della retorica, che \u00e8 un mestiere con delle tecniche che si apprendono, la\u00a0parresia\u00a0nella forma originaria \u00e8 un comportamento, un&#8217;attitudine, un modo di essere. Parresia politica e\u00a0parresia\u00a0retorica dunque. La\u00a0parresia\u00a0politica si distingue anche da un&#8217;altra forma del dir vero che \u00e8 quella profetica. Il profeta non parla per se stesso; \u00e8 un mediatore; dice la parola di Dio. \u00abRivolge agli uomini una verit\u00e0 che viene da un altro luogo\u00bb. Il profeta poi \u00e8 colui che rivela ci\u00f2 che ancora non accade; \u00e8 colui che si colloca tra il presente e il futuro. ma la sua rivelazione \u00e8 oscura, \u00e8 in enigmi. Il profeta non rivela una verit\u00e0 nella trasparenza ma l&#8217;avvolge nelle possibilit\u00e0 incerte dell&#8217;interpretazione. La differenza tra parresia e profezia consistono dunque nel modo in cui si proferisce la verit\u00e0 e nel modo in cui ci si vincola alla verit\u00e0. Il parresiasta parla a proprio nome mentre il profeta a nome di Dio e \u00abarticola una voce che non \u00e8 la sua; il profeta ha uno sguardo sull&#8217;avvenire e coglie dell&#8217;avvenire ci\u00f2 che gli umani non possono vedere, metre il parresiasta rivela agli uomini ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8, \u00abli aiuta nella cecit\u00e0 su loro stessi; su errori, vizi, vilt\u00e0, distrazioni. Il profeta parla per enigmi mentre il parresiasta dice il vero nella ruvida espressione diretta della verit\u00e0. C&#8217;\u00e8 poi ancora un&#8217;altra modalit\u00e0 di parresia che \u00e8 la saggezza. 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