Verginità. Saggio sulla vita che resta
Leonardo Mastromauro
Il giusto non cerca niente con le sue opere. Infatti chi cerca qualcosa con le proprie opere, o chi agisce per un perché, è un servo e un mercenario.
Siamo così abituati a pensare la verginità come una questione vincolata alla sola sfera
sessuale da liquidare frettolosamente il tema senza ulteriori indugi. Eppure, alla versione
ufficiale si sovrappone un’altra tradizione, più sotterranea e meno indagata, che ribalta completamente il modo attraverso cui intendere tale concetto. Attraverso il confronto con questa tradizione, l’ipotesi che la ricerca suggerisce è che la verginità nomina la forma-di-vita che resta quando le prescrizioni biologiche, politiche e sociali a cui il vivente era stato assegnato in modo presuppostale sono rese inoperose e la vita, restituita alla sua condizione di possibilità, può sperimentare il Giardino perduto, qui e ora. «E di voi non avverrà altro che ciò che era in eterno».
Marzo 2025
Leonardo Mastromauro
È un ricercatore indipendente. Ha conseguito un Dottorato di ricerca presso la Pontificia Universidad Católica de Chile in collaborazione con la Euskal Herriko Unibertsitatea.
Ha scritto saggi di filosofia e biopolitica, tra cui ricordiamo: Il nome. Per un’archeologia dell’origine (2023), Che cos’è il Sud? Saggio sulla terra inappropriabile (2024).
